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11月4日 Torre Annunziata: 88 arresti - blitz contro il clan GiontaLe immagini del blitz (cliccare il link):
Ottantotto ordinanze di custodia
cautelare in carcere emesse dal Gip del tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, sono in corso di esecuzione a Napoli, ed in provincia ed in altre regioni contro esponenti del clan camorristico Gionta. Il clan è attivo a Torre Annunziata dalla fine degli anni ´70. Le accuse vanno dall´associazione per delinquere di stampo camorristico, all´omicidio, estorsione, traffico di stupefacenti, ed altri reati. L´operazione è condotta dalla Polizia di stato di Napoli, in collaborazione con le squadre mobili di Milano, Catania e Pistoia e con la collaborazione dei reparti prevenzione crimine. Tra gli arrestati anche la moglie del capoclan, Valentino Gionta. che è attualmente detenuto. Sono stati sequestrati bene mobili e immobili, quote societarie e conti correnti per un valore complessivo di circa 80 milioni di euro. La polizia ha eseguito, secondo quanto si apprende, 73 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le indagini - svolte dalla Squadra Mobile partenopea e dal commissariato di Polizia di Torre Annunziata - sono state coordinate dalla Procura di Napoli-Dda. CASO DI DOPPIO PIZZO L´operazione condotta contro il clan Gionta di Torre Annunziata (Napoli) ha fatto emergere "un caso di doppio pizzo". Lo ha rivelato il capo della squadra mobile della questura di Napoli, Vittorio Pisani. "A Torre Annunziata ci sono il clan Gallo ed il Clan Gionta. C´é stato qualche commerciante - ha spiegato Pisani - che si è trovato vittima di estorsione dell´uno e dell´altro. Fortunatamente, in questo caso, è venuto a denunciarlo". UN´CONTABILE´VIVEVA TOSCANA Vive in Toscana, a Montecatini Terme (Pistoia), uno dei destinatari delle 88 misure di custodia in carcere disposte nell´ambito dell´operazione di polizia contro esponenti del clan camorristico Gionta. Si tratta, spiega la questura di Pistoia, di Vincenzo Pisacane, 51 anni, originario di Torre Annunziata ma da molti anni trapiantato a Montecatini con la famiglia. Gli investigatori lo ritengono uno dei presunti contabili, con il compito di provvedere al pagamento degli stipendi, al mantenimento degli affiliati detenuti in carcere e al pagamento delle relative spese di giustizia. Pisacane, si spiega ancora, è stato rintracciato a Torre Annunziata dove si era recato negli ultimi giorni. Perquisito l´appartamento dove vive con la famiglia a Montecatini, un´abitazione in una zona residenziale della città termale, definita lussuosa. Sequestrati inoltre un altro appartamento a Montecatini che risulta intestato al figlio e un box auto. I capi d´accusa contro Pisacane, è stato specificato dalla questura, vanno dall´organizzazione di omicidi al traffico di stupefacenti. ESEGUITE FINORA 76 ORDINANZE Sono 76 le ordinanze di custodia cautelare finora eseguite delle 88 emesse dalla Dda della Procura della Repubblica di Napoli contro il clan Gionta. 28 destinatari dei provvedimenti, tra i quali lo stesso super boss Valentino Gionta, sono attualmente detenuti. ORDINANZE CONTRO INTERA FAMIGLIA BOSS C´é in pratica l´intera famiglia del super boss Valentino Gionta tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi emessi oggi dalla Dda della Procura della Repubblica di Napoli. Insieme con Valentino e il figlio Aldo, anch´egli detenuto, rispettivamente di 55 e 36 anni, ordinanze di custodia cautelare sono state emesse nei confronti della moglie del capo clan, Gemma Donnaruma, di 54 anni e dei figli Pasquale e Teresa Gionta, di 31 e 34 anni, oltre che di Gennaro Longobardi, cugino di Gemma, di 45 anni. RACCOMANDAZIONI PER DIVENTARE PUSHER "Molti giovani torresi aspirano ad essere assunti dal clan Gionta come spacciatori, intravedendo in questo una possibilità di impiego lavorativo". Lo dice il procuratore aggiunto della Repubblica e coordinatore della Dda di Napoli, Franco Roberti, in merito ai contenuti dell´operazione contro il clan Gionta di Torre Annunziata (Napoli). Da numerose intercettazioni viene fuori, spiega Roberti, che vengono chieste raccomandazioni per ottenere una ´assunzione´ come pusher o spacciatore delle organizzazioni criminali. DROGA,RICAVI PER 170 MILA EURO AL GIORNO Il sistema economico illegale del clan Gionta è stato ricostruito per intero attraverso l´operazione disposta dalla Dda della Procura di Napoli ed attuata dagli uomini della Squadra Mobile della Questura. Oltre che sulle estorsioni esso si basa sul traffico di droga con ricavi di oltre 170 mila euro al giorno. Per quanto concerne la droga - secondo la Procura - le indagini hanno accertato, senza ombra di dubbio, che il clan Gionta è ai vertici nazionali tra le organizzazioni importatrici di sostanze stupefacenti. La droga veniva importata attraverso strutture logistiche fornite da un´azienda di trasporti. Spesso per abbattere i costi di approvvigionamento, veniva acquistata con il sistema delle ´puntate´, aperto anche alle partecipazioni di altri clan operanti a Napoli e Torre Annunziata. La droga, una volta importata, veniva destinata in gran parte ad alimentare le cinque piazze di spaccio gestite nel centro oplontino. CON DROGA GESTIVA CONSENSO SOCIALE "Proprio nella gestione e nel controllo delle piazze di spaccio il clan Gionta - così come gli altri gruppi torresi - coltiva ed alimenta la propria area di consenso sociale; ciò che consente allo stesso, in quei contesti di marginalità, di porsi drammaticamente in alternativa ai valori ed alle leggi dello Stato". Lo sottolinea il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore. Le stesse conversazioni ambientali intercettate presso le abitazioni di Carmine Savino, gestore di uno dei principali luoghi di vendita al dettaglio della droga, "dimostrano in termini inconfutabili come i gestori di tali piazze siano costantemente sollecitati ad assunzioni di persone in funzione di vedette o pusher". RAPPORTI CON COSCA SICILIANA Organici rapporti nel settore del narcotraffico sono stati accertati tra il clan Gionta ed esponenti della cosca mafiosa ´Pillera-Puntina´ operante a Catania. E´ quanto emerso dall´operazione condotta contro il gruppo criminale di Torre Annunziata (Napoli). Non tutta la droga importata dall´estero era destinata ad alimentare le piazze di spaccio torresi. Parte della stessa - a dimostrazione della capacità del clan Gionta di operare su larga scala e di risultare dunque estramente ´competitivo´ a livello nazionale - veniva ceduta ad altre organizzazioni operanti in altri territori, anche fuori dalla Campania, ed in particolare nel Lazio, Marche, Abruzzo e Sicilia. RACKET A SOCIETA´ SERVIZI CIMITERIALI Tra le estorsioni di maggior rilievo emerse dalle indagini sul clan Gionta di Torre Annunziata (Napoli) c´é quella imposta ai concessionari dei servizi cimiteriali della città. All´azienda era stata imposta, sia dai Gionta che dal clan Gallo-Cavalieri, l´assunzione di personale imparentato a persone affiliate e il pagamento di una tangente annua di 25 mila euro. E´ emerso che gli stessi vertici del clan Gionta avevano suggerito agli imprenditori taglieggiati di aumentare il prezzo dei servizi cimiteriali per meglio corrispondere alla ´tassa´ mafiosa. Fonte: www.metropolisweb.it |
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