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日志


8月10日

Piero Ciampi

 
In questa afosa domenica di agosto mi è venuta voglia di ricordare un personaggio che è riconosciuto da molta parte della critica musicale italiana come uno dei padri della canzone d'autore oltre che uno degli esponenti più alti. Un mondo poetico di vinti, di deboli, di emarginati, un artista maudit che cantava le oscurità dell'amore confuse tra la morte e l'impossibilità di vivere.
 
Piero Ciampi, cantautore livornese nato il 1934, morto il 1980 per un cancro alla gola.
 
Alcolista irredento.
 
Anarchico, comunista, incazzato.
 
In vita non conobbe fama.
 
Solo fame.
 
In un intervista gli chiesero cos'era per lui la ricchezza.
Rispose:
Una frittata di cipolle
Un bicchiere di vino
Un caffè
Un taxi
 
Non li aveva mai avuti tutti insieme.
 
Piero Ciampi è certamente fuori da ogni schema. Nell'unica intervista che di lui si ricorda, c'è una battuta famosa: quando gli chiedono "Che cosa c'entra lei con la canzone italiana?" Lui risponde: "Cosa c'entra semmai la canzone italiana con me".
 
"Piero Ciampi scrive le sue canzoni sulle tovaglie di carta. Alcune, ne sono sicuro, si perdono insieme alle molliche e ai cerchi rossi lasciati dal bicchiere. Altre, invece, quelle che si salvano, te le racconta a tavola, o quando ti capita di dargli un passaggio. Altre ancora, infine, le registra su disco. E queste non sono necessariamente le migliori, né lo rappresentano meglio di quanto non faccia un suo gesto o una sua risata. Eppure bastano questi frammenti così ingenerosi, questa scelta arbitraria e capricciosa, questi graffi di vita a restituirci Piero Ciampi intero e solitario nella sua voglia di essere e nella sua capacità di parlare. Nella noiosa foresta della Gente Muta le sue canzoni sono i sassolini che ci portano alla spianata da cui, con un po' di fortuna, si può vedere un pezzetto di luna. E' facile sbarazzarsi di Piero Ciampi dandogli del poeta, ma non è vero. Ciampi non ha tempo per questo; è troppo occupato a vivere." (Francesco de Gregori, 1975, in occasione dell'uscita dell'album "Dentro e fuori").
 
"Dunque, molto tempo fa io ho conosciuto una persona molto speciale, un uomo meraviglioso. Lui era un poeta e si è bevuto tutta la vita. Se l'è bevuta tutta! E poi se n'è tornato nel suo pianeta. Io canto le sue storie, le parole che lui ha scritto per me: il suo nome è Piero Ciampi". (Introduzione a “Come faceva freddo” da “Live (Brescia 21.03.04)” di Nada
 
"Io sono il più grande, perché mi posso permettere di prendere 300.000 Lire a sera e mandare un altro a cantare al mio posto.
Tanto nessuno sa chi è Piero Ciampi".