Raffaele 的个人资料La legge dell'ortica照片日志列表 工具 帮助

日志


1月27日

Federico Salvatore - Se io fossi San Gennarro

 
Se io fossi san Gennaro non sarei cosi' leggero
Con i miei napoletani io m'incaz.zerei davvero
Come l'oste fa i conti dopo tanto fallimento
Senza troppi complimenti sarei cinico e violento

Vorrei dire al costruttore del centro direzionale
Che ci puo' solo pisciare perche' ha fatto un orinale
Grattacieli di dolore un infarto nella storia
Forse e' solo un costruttore che ha perduto la memoria

Nei meandri dei quartieri di madonne e di sirene
Paraboliche ed antenne sono aghi nelle vene
E nei vicoli dei chiostri di pastori e vecchi santi
Le finestre anodizzate sono schiaffi ai monumenti

E' come sputare in faccia ai D'angio' agli Aragona
Cancellare via le tracce di una Napoli padrona
E' lo sforzo di caga.re dell'ignobile pappone
Sulle perle date ai porci da Don Carlo di Borbone

E' percio' che mi accaloro coi politici nascosti
Perche' solamente loro sono i veri camorristi
A cui Napoli da sempre ha pagato la tangente
E qualcuno l'ha incassata con il sangue della gente

E per certi cu.li grossi il traguardo e' la poltrona
E per noi poveri fessi basta solo un Maradona
E il miracolo richiesto di quel sangue rosso chiaro
Lo sa solo Gesu' Cristo che quel sangue e' sangue amaro

Lo sa il Cristo ch'e' velato di vergogna e di mistero
Da quel nobile alchimista principe di Sansevero
E con lui lo sa Virgilio il sincero Sannazzaro
Giambattista della Porta che il colpevole e' il denaro

E nessuno dice basta per il culto della festa
E di Napoli che resta sotto gli occhi del turista
Via i vecchi marciapiedi che hanno raccontato molto
Pietre laviche e lastroni seppelliamoli d'asfalto...
...l'appalto

Ma non posso piu' accettare l'etichetta provinciale
E una Napoli che ruba in ogni telegiornale
Una Napoli che puzza di ragu' di malavita
Di spaghetti cocaina e di pizza margherita

Di una Napoli abusiva paradiso artificiale
Con il sogno ricorrente di fuggire e di emigrare
E di un popolo che a scuola ha creato nuovi corsi
E la cattedra che insegna qual'e' l'arte di arrangiarsi

Io non posso piu' accettare l'etichetta di terrone
E il proverbio che ogni figlio e' nu bello scarrafone
E mi rode che Forcella e' la kasba del furbone
Che ti scambia con il pacco uno stereo col mattone

Se io fossi San Gennaro giuro che vomiterei
La mia rabbia dal Vesuvio farei peggio di Pompei
E poiche' c'ho preso gusto con la scusa del santone
Io ritengo che sia giusto fare pure qualche nome

Chiedere a Pino Daniele che fine ha fatto terra mia
Siamo lazzari felici quanno chiove 'a pecundria
Napule e' 'na carta sporca Napule e' mille paure
Ma pe' chhiste viche nire so' passate 'sti ccriature

Da Pontano a Paisiello Giulio Cesare Cortese
Da Basile a Totonno Petito fino a Benedetto Croce
Da Di Giacomo a Viviani poi Caruso coi Parisi
Da Toto' ai De Filippo fino a Massimo Troisi

C'e' passato Genovesi e Leopardi con orgoglio
La romantica Matilde e il mattino di Scarfoglio
Filangieri Cardarelli tutto l'oro di Marotta
C'e' passata la mado.nna che ora vedi a Piedigrotta

Un Luciano De Crescenzo Bellavista di Milano
E Sofia che da Pozzuoli oggi parla americano
Un Roberto De Simone che le ha preso pure il cuore
Ora cerca di sfruttarala Federico Salvatore

Ma non posso tollerare chi si arroga poi il diritto
Di cambiare e trasformare tutto cio' che e' stato fatto
Di chi vuol tagliar la corda con la vecchia tradizione
Di chi ha messo nella me.rda la cultura e la canzone

Io non posso sopportare che un signore nato a Foggia
Porta Napoli nel mondo e la stampa lo incoraggia
E che il critico ha concesso al neomelodico l'evento
Di buttare in fondo al cesso Napoli del novecento

Perche' ancora io ci credo e mi inca.z.zo ve lo giuro
Che Posillipo e Toledo li divide un vecchio muro
Come quello di Berlino che ci spacca in due meta'
Uno e' figlio 'e bucchino l'altro e' figlio 'e papa'

Se io fossi San Gennaro giuro che mi vestirei
Pulcinella Che Guevara e dal cielo scenderei
Per gridare alla mia gente tutto cio' che mi fa male
E finire da innocente pure io a Poggioreale

Perche' come Gennarino sono vecchio in fondo al cuore
La speranza Iervolino puo' lenire il mio dolore?
Io ho capito che la vita e' solo un viaggio di ritorno
Che domani e' gia' finito e che ieri e' un nuovo giorno

Sembra un gioco di parole ma mi sento piu' sicuro
Coi progetti dal passato e i ricordi del futuro
E alla fine del mio viaggio chiedo a Napoli perdono
Se ho cercato con coraggio di restare come sono.
 
Qui si può ascoltare la canzone: http://it.youtube.com/watch?v=Iig9RPSiUDM 
12月21日

Intervista a Daniele Luttazzi, dopo la chiusura del programma "Decameron"

 

L’accusa di volgarità è il pretesto principe per tappare la bocca alla satira
di Stefano Corradino

“Ho fatto un programma che ha avuto un gran successo di pubblico. Per cinque puntate non se n’è parlato, poi come ho toccato certi temi è stato cancellato. E a quattro giorni dalla notizia della sospensione c’è stato il buio più completo. Perché?” Daniele Luttazzi parla del suo “Decameron”, di satira e politica e spiega le ragioni che lo hanno portato ad organizzare per questa sera all’Ambra Jovinelli uno spettacolo speciale per riproporre la puntata mai andata in onda. Ieri in un’ora tutti i voucher per partecipare alla serata erano già terminati.

La motivazione ufficiale della sospensione del tuo programma è quella di aver insultato Giuliano Ferrara. Qual è la tua versione?
Non mi piacciono le dietrologie, ma può darsi che la ragione non sia tanto la battuta su Ferrara ma il monologo sull’enciclica del Papa. Come mi ha detto Dario Fo: quando si tocca la Chiesa è lì che cominciano i guai.

Altri motivi che secondo te possono aver spinto alla chiusura?
Io dico cose precise sulla realtà italiana. Il mio è un pensiero eterodosso rispetto a quello unico che sta imperando: quello che sposa la filosofia del precariato di massa e la logica della guerra. Siamo in tanti a pensarlo ma non abbiamo accesso ai mezzi di comunicazione di massa importanti come la televisione. Possiamo farlo nei nostri blog o a teatro ma quando riesci a raggiungere il pubblico e il programma ha successo ecco che viene chiuso. Paradosso che mi è stato fatto notare da un giornalista della stessa "La7". “Era già successo”, mi ha detto. “Un programma raggiunge un picco di audience e poi per un motivo strano viene interrotto”. Davvero strano, no?

Hanno detto che andava chiuso perché è volgare.
L’accusa di volgarità è il pretesto principe per tappare la bocca alla satira. All’inizio del programma ricordavo, conscio delle critiche che sarebbero venute, che la satira non è volgare. E’ esplicita! Mantiene la sana oscillazione del nostro immaginario tra sacro e profano. Una volta le due cose convivevano, adesso in un tempo di nuovi integralismi solo al sacro viene concesso il diritto di esistere. Sbagliato. Il potere questo diritto vuole farcelo dimenticare e cerca di far ricadere la colpa della censura sul censurato. E vedere gente come Michele Serra sostenere che quando si attua la censura, metà della colpa è del censore e metà del censurato mi ha fatto accapponare la pelle: è il classico argomento utilizzato dalla destra per giustificare lo stupro: la colpa sarebbe anche della donna che ha la minigonna.

Si invocano limiti alla satira. E chi li dovrebbe stabilire?
E’ il classico argomento di chi vuole censurare. L’unico limite lo stabilisce chi la fa: è buffo che gente che non ne sa niente viene a dirlo a me che la faccio da 20 anni. Io scrivo cose che fanno ridere me. Posso sperare che piacciano a un pubblico. Ma non possiamo mai saperlo se mi chiudono la bocca.

Dopo la sospensione è stato scritto che hai copiato la battuta ad un comico americano.
Una diffamazione bella e buona perché il plagio è un reato, e se tu accusi uno di un reato non commesso lo diffami. Dal monologo di un comico americano ho preso volutamente l’elemento della vasca da bagno ( per alludere al fatto che per me Ferrara è il Rush Limbaugh italiano ). Poi ne ho recuperati, altri presi, tra l’altro, dalla tradizione satirica italiana medioevale (e dal Boccaccio stesso: in una novella il protagonista finisce in un tino di piscio e urina ). Da Rabelais, il “pisciare addosso “ e il “cagare in bocca”. Ci ho aggiunto la Santanchè in completo sadomaso, per alludere ad Abu Grahib. La mia battuta fa ridere perchè di fronte all’orrore di una guerra in Iraq e Berlusconi che “si dissocia” e dice “in fondo ero contrario alla guerra”, la mia ragazza chiede: “Daniele come fai a sopportare questo orrore?” E così le illustro il quadretto grottesco coi complici italiani della guerra in Iraq. La risata nasce dall'esempio assurdo fra le due volgarità.

E la battuta del comico americano è diversa?
Completamente. In quel monologo il comico imita un giornalista che piange e si eccita mentre gli pisciano addosso. Una cosa del tutto diversa. Quando una battuta ha un altro testo e fa ridere per un altro motivo è un’altra battuta. Sarebbe come dire, cambiando genere, che Andy Warhol ha copiato Leonardo da Vinci. Non è vero, ha aggiunto un altro significato all’opera di partenza. E la variazione sul tema è all’origine di tutta l’arte. Quindi non ho copiato alcunchè, poche storie! E sfido chiunque a dimostrare il contrario.

In Parlamento siedono ancora esponenti condannati per reati di mafia, e possono parlare liberamente. Ma quello pericoloso appare Luttazzi.
E' il vero grande tema dell’Italia di oggi. Il sistema economico politico tollera magagne allucinanti ma non può sopportare il pensiero libero, eterodosso, non controllato. La tv deve poter ammannire la solita sbobba omogeneizzata. Quando viene fuori un programma come il mio la cosa da fastidio a molteplici livelli: la satira deriva da un’esigenza interna dell’autore satirico. Non è finzione, burletta, imitazione, sfottò. Io esprimo le opinioni in cui credo. Quindi cancellando il programma cancellano le mie opinioni.

A che genere “satirico” appartengono le conversazioni intercettate tra Berlusconi e Saccà?
Al genere del reato. Berlusconi si difende dicendo non ha raccomandato nessuno ma fatto solo promesse. Per la legge, non va considerato un reato anch’esso? Uno che è stato capo di governo viene colto in fragranza di reato e non sente l’esigenza di vergognarsi e sparire dalla circolazione spontaneamente la dice lunga sulla degenerazione del senso comune e dell’etica pubblica. Un capo del governo di 30 anni fa che raccomanda delle attricette al direttore di una rete te lo immagineresti? E’ una cosa pazzesca!

Stasera porterai la puntata bloccata all’Ambra Jovinelli. Perché questa scelta?
Perchè a 4 giorni dalla notizia della sospensione c’è stato il buio più completo. Ho fatto un programma di successo. Per cinque puntate non se n’è parlato, poi come ho toccato certi temi è stato cancellato. La polemica sulla censura si è poi trasformata in una polemica sulla volgarità. La stampa mi ha sostanzialmente ignorato. Così come la politica che non ha pensato, non tanto di difendere me quanto la libertà di espressione. Poche eccezioni, tra cui Giuseppe Giulietti e gli amici di Articolo21, Franca Rame e Dario Fo i miei “amici satirici”, come Corrado e Sabina Guzzanti…

I tuoi detrattori hanno affermato che la colpa è tua perché hai agito senza senso di responsabilità.
Quale responsabilità? La responsabilità di un autore satirico è verso la sua satira. Se mi chiami dandomi carta bianca per fare satira io faccio satira, poi non mi puoi dire che non hai usato la tua libertà in modo responsabile, perché diventa un’illazione, un’offesa.

E’ quasi Natale. Rivolgi un augurio buono.
Lo faccio a tutte le persone, e sono veramente tante, che mi hanno manifestato il loro affetto trovando il tempo per raggiungermi con messaggi. La tendenza delle censura è di isolarti e tantissimi si sono preoccupati di farmi sapere che non solo. E’ bello tutto ciò.

Così diventi quasi "buonista"... E gli auguri a chi non li fai?
Te lo lascio immaginare!

7月13日

Intervista a Dario Fo - Che cos'è la satira?

 

Daniele Luttazzi: Vorrei cominciare da un ricordo che ci riguarda entrambi. Io avevo 13 anni. Santarcangelo 1974, Festival del Teatro. Tu facevi "Mistero Buffo". La ricordo come una serata indimenticabile. E' stata una specie di imprinting. Non capivo la maggior parte delle battute perche' erano oltre la mia comprensione, ovviamente, ma mi divertii moltissimo perche' tu facevi il grammelot e tante altre cose e fu uno spettacolo meraviglioso. All'epoca "Mistero Buffo" fece scandalo. Dopo 30 anni, il premio Nobel.

Dario Fo: te lo auguro.

Daniele Luttazzi: Grazie. Ma veniamo al motivo dell'incontro. In queste ultime settimane un sacco di politici e giornalisti hanno voluto spiegare agli italiani che cos'e' la satira. "La satira deve deformare, non informare" e altre amenita' del genere. Io voglio usare il classico argomento d'autorita'. Chiamo te e ti chiedo: "Dario, cos'e' la satira?".

Dario Fo: Posso dire che e' un aspetto libero, assoluto, del teatro. Cioe' quando si sente dire, per esempio, "e' meglio mettere delle regole, delle forme limitative a certe battute, a certe situazioni", allora mi ricordo una battuta di un grandissimo uomo di teatro il quale diceva: "Prima regola: nella satira non ci sono regole". E questo penso sia fondamentale. Per di più ti diro' che la satira e'un'espressione che e' nata proprio in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioe' e' un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente.

Daniele Luttazzi: Quindi questo e' un po' il suo obiettivo, diciamo. L'obiettivo della satira.

Dario Fo: Ci sono dei limiti che realizza l'attore. Ma non per frenare, o per pudori e via dicendo. Lo fa per una conseguenza di ritmi, di tempi, di andamenti. Tu puoi dire la cosa piu' triviale, cosi ad acchito, e puo' diventare fine, addirittura poetica. C'e' una sequenza, per esempio, che io mi ricordo. E' la storia di un sesso femminile che ad un certo punto diventa indipendente. "La parpaia topola", si chiama. Una ragazza racconta di aver dimenticato il suo sesso su un chiodo con l'acquasantino perche' andava in chiesa e temeva di perderla li nella chiesa e magari qualcuno ci scivolasse sopra, le rompesse la grazie, l'armonia. Ebbene: e' tutto al limite della trivialita', dello scurrile. E alla fine diventa uno dei momenti piu' alti di poesia di tutto quello che abbiamo.

Daniele Luttazzi: Quindi, in realta', il buon gusto non e' un criterio per giudicare la satira?

Dario Fo: Anzi. Che cosa significa "buon gusto" in questo caso? Il buon gusto a mio avviso, se esiste, esiste proprio nella dimensione del banale. Ci sono delle persone che raccontano storie che in apparenza si limitano al banale e che sono espressioni di un cattivo gusto orrendo. Ad esempio, certe barzellette raccontate da certi politici. Berlusconi, fai conto. Gliene ho sentita raccontare una che era di un cattivo gusto, di un osceno incredibile. Era ributtante.

Daniele Luttazzi: C'e' un tema che m'intriga: "La cacca e il suo uso nella satira di tutti i tempi". Parliamone.

Dario Fo: Devo dire che si potrebbe parlare per una giornata intiera proprio recitando pezzi del teatro satirico antico a partire dai greci, quindi dai romani, eccetera. Tutto "Mistero Buffo" e' realizzato su queste chiavi. Per esempio, la nascita di Ruzante, oppure un pezzo famosissimo che e' la fame dello Zanni. Questo Zanni affamato oltremisura si torce finche' decide di mangiare se stesso. Nell'assurdo, nel paradosso, immagina di infilarsi un braccio dentro la gola, di tirarsi fuori le budella e poi le pulisce pian piano dello sterco e ogni tanto guarda la cacca e pensa che forse alla fine mangera' anche quella per la fame che ha. E poi c'e' la prima volta che noi vediamo un testo scritto, un canovaccio svolto per intero, alla nascita di Arlecchino. Arlecchino si presentava in scena, calava le brache, faceva la cacca e poi la gettava al pubblico. Naturalmente c'era gente che sveniva.

Daniele Luttazzi: Questa può essere un'idea. Se la mangiava anche?

Dario Fo: Se la mangiava, alla fine. La cosa piu' incredibile e' che il re applaudiva per primo perche' il re sapeva che era cioccolata, naturalmente. Ma questo non era fine a se stesso. Serviva a provocare un pubblico che era a dir poco snob, distaccato, che rideva mal volentieri, che partecipava soltanto perche' voleva essere vicino al re, ma non aveva nessuna gioia, nessun afflato. E allora il re era ben contento che questa provocazione realizzasse un capovolgimento della situazione.

Daniele Luttazzi: Qualcuno ha suggerito che la satira, confermando lo status quo, potrebbe al fin fine essere reazionaria.

Dario Fo: No. La parte reazionaria del discorso del comico e' lo sfotto'. C'è una grande differenza fra il teatro sfotto' e il teatro di satira. Il teatro di satira e' sempre morale. Infatti si chiamavano "Moralie". Non a caso un giullare, S. Francesco, usava molte volte la provocazione in senso religioso. Per esempio, quando papa Innocenzo, per la prima volta, accoglie Francesco e lo sente parlare. Naturalmente Francesco fa delle proposte per quanto riguarda l'idea che ha della religione e del modo di esprimerla che lo irritano. Perche' subito dice il denaro, toglierlo di mezzo; la Chiesa non deve avere denaro, non deve avere interessi, non deve raccogliere la carita', perché chi gestisce la carità ha il piu' grande potere, piu' grande di quello dell'Imperatore. Cose che irritano il papa. E allora il papa dice: "Senti, sono bellissime le tue idee. Ma un consiglio: noi non siamo all'altezza di ascoltare questo mistico straordinario. Tu dovresti andare in mezzo ai porci. Vai in mezzo ai porci. E mischiati fra di loro, abbracciali, il loro smerdazzo, prenditi dentro e vedrai che loro ti capiscono. L'unica gente che ti possa ascoltare, capire, sono loro."E lui cosa fa? Va davvero dai porci. Esce nelle campagne, qui a Roma, vede una porcellaia, entra nella porcellaia, ci sono delle bestie straordinarie e si mischiano, e poi parla loro. Dice: "Il papa mi ha detto di venire qua e voi mi ascoltate e vi abbraccio" e si rotola e, come dice nel testo originario, si smerdazza tutto. E poi va,corre nel palazzo del papa, approfitta del fatto che ci sono le guardie poco attente e addirittura entra nel salone nel momento in cui il papa sta mangiando con dei signori, con delle signore, anche. E il papa lo vede, quasi trema. Sentono la puzza, dice: "Ma cos'e' questa puzza?" E Francesco si inchina e poi dice: "Pontefice, caro, ci sono stato: e' vero, mi hanno ascoltato." E fa una giravolta, così smerdazzando, lanciando sterco dappertutto addosso a questi signori che svengono quasi. Il papa alza la mano per dare l'ordine alle sue guardie di prenderlo. E c'è un cardinale, un arcivescovo, Colonna, che e' un amico di Francesco, che dice: "Ferma. Cosa vuoi fare? Vuoi prendere questo e gettarlo dentro un carcere, picchiarlo e magari ammazzarlo? Fallo. Attento che questo non e' uno qualunque che viene cosi, solo, isolato, senza padre ne' madre che gli sono intorno. Se vuoi una guerra peggio di quella che c'e' stata in Francia, con le distruzioni e i massacri, se la vuoi qua ebbene tu, tu fai un'azione violenta contro di lui". "E cosa devo fare, allora? Mica posso lasciarlo andare via cosi." "No, non puoi. Abbraccialo." "Ma e' smerdato." "Proprio per questo devi farlo." E il papa, e questa e' una bella lezione, si avvicina, lo abbraccia e a un certo punto capisce l'errore che ha fatto. "Io, io sono causa di quello, mi hai dato una lezione stupenda e da questo momento puoi andare intorno a dire il vangelo come ti pare, a realizzare quello che hai in mente". La cacca usata come termine morale straordinario.

Daniele Luttazzi: Quindi la satira puo' agire anche sulla Storia, in qualche modo?

Dario Fo: Spesso. Basti pensare al timore, al panico che hanno avuto sempre i potenti davanti ai problemi della satira. Perche' la satira in molti casi ha determinato la presa di coscienza della gente, soprattutto delle classi inferiori. Ha fatto capire di avere il potere di ribaltare le situazioni, di avere il coraggio. Quindi, temuta. Tanto e' vero che Federico II di Svevia addirittura aveva emesso una legge durissima, "De contra jugulatores obloquentes", significa "Contro i giullari sparlatori infami". Chi sentiva un giullare trattare male, prendersela con il potere, poteva tranquillamente bastonare il clown, insultarlo, anche ucciderlo, perche' tanto non c'era nessuna legge che difendesse i clown. Eppure questi buffoni erano cosi sostenuti, cosi amati dal pubblico - erano la coscienza, la connessione - che difficilmente il potere riusciva a farli fuori tanto per farli fuori. Molte volte doveva perdonarli, perche' temeva che ci fossero delle reazioni grandi. E guarda che Francesco, avere il coraggio di auto nominarsi "giullare", anche se giullare di Dio, questo significa che giocava su un impatto e un sostegno straordinario da parte delle gente minuta.

Daniele Luttazzi: Quale consigli dare ai nuovi talenti della satira?

Dario Fo: Stavo dicendo prima della differenza che esiste fra fare satira e fare sfotto'. Allora posso dire a un giovane: attento. Che giocare esclusivamente sulla pura caricatura legata a un personaggio, anche a un uomo politico, che e' grasso, piccolo, magro, magari ha la gobba, magari si intartaglia, non realizza niente. Questo fa fare soltanto una risata fine a se stessa. Ma se non c'e' la dimensione morale. Se tu attraverso la satira non riesci a far capire il significato opposto delle banalita', dell'ovvio, dell'ipocrisia, soprattutto e della violenza che ogni potere esprime e porta addosso ai minori, ebbene il tuo ridere e' vuoto, e' proprio lo sghignazzo ventrale e non quello dello stomaco e dei polmoni.

Daniele Luttazzi: Una notizia della settimana scorsa che volevo commentare con te. A Bologna Leo De Berardinis, a Palermo Carlo Cecchi e Moni Ovadia hanno visto tagliati dalle giunte di centro-destra i fondi destinati ai loro teatri. Cosa sta capitando?

Dario Fo: Direi che e' proprio un fisso. E' difficile che un potere conservatore realizzi e capisca l'importanza di accrescere la cultura e di svilupparla e soprattutto di darla non come passatempo, non come momento ludico puro, ma proprio per far crescere l'intelligenza e la cultura della gente.

Daniele Luttazzi: Sono esperienze pluriennali che hanno dato lustro alla cultura italiana. Quindi non capisco questa cosa.

Dario Fo: Certo. Ma questa e' una costante. Non e' che noi abbiamo avuto premi quando si faceva per la prima volta un certo discorso culturale legato al teatro. Tu hai visto "Mistero Buffo" a Santarcangelo di Romagna. Ricorderai che c'era un pezzo fondamentale della nostra cultura, "Rosa fresca aulentissima".

Daniele Luttazzi: Cielo d'Alcamo.

Dario Fo: Ebbene, la cosa incredibile e' che questo e' un pezzo di alta cultura in chiave di grosso teatro, di passione, di ironia. C'e' questo giovane che finge di essere nobile e parla con una giovane, una servetta che e' affacciata a un balcone, e le fa dichiarazioni d'amore. E a un certo punto, siccome lui ci va giu' pesante, la ragazza dice: "Senti, parliamoci chiaro: io, piuttosto che venire a fare l'amore con te, piuttosto mi tondo il cranio, cioe' mi rapo il cranio e vado suora. Cosi non ti vedo piu', per la miseria, con tutte le tue proposte pesanti eccetera". "Ah, si?" dice il giovane. "Tu vai suora? Ebbene, io vado frate. Vado in convento, mi preparo bene, poi vengo nel tuo convento, ti confesso e al momento buono gnac!" E' un fissato cronico, proprio, ce l'ha qui l'idea. E lei allora dice: "Piuttosto che accettare una violenza tua, io mi butto nel mare e mi annego." E lui dice: "Ti anneghi? E allora io vengo giu' in fondo al mare, ti raccolgo, ti porto sulla riva, ti distendo, guardo intorno e ri-gnac!" Proprio fissato. E la ragazza terrorizzata, sgomenta, con molto candore, dice: "Ma non c'è nessun piacere a far l'amore con le annegate." Lei sa tutto perche' una sua cugina era annegata, uno era passato di li, ha guardato intorno, "Io ci provo", e poi ha detto: "Meglio il pesce spada!", una famosa battuta classica. Ebbene: questo e' all'inizio della nostra cultura. Si sa anche l'anno: 1225. Cielo d'Alcamo, ovvero Ciullo d'Alcamo, che e' il classico nome dei giullari, Ciullo significa fare l'amore, fottere, quindi sarebbe Fottitore d'Alcamo: ecco questo personaggio e' fondamentale ed e' riconosciuto anche dagli stranieri come quello che ha dato impianto, gioco alla lingua italiana. Ne parla anche Dante Alighieri. Ebbene, e' sempre censurato. Questa scena che io ho descritto non la sentirete mai raccontare, ed e' alla base della nostra cultura. La ragazza mette in guardia il giovane: "Se mi metti le mani addosso mi metto a gridare. I miei parenti arriveranno e ti riempiranno di botte". Ma il giovane sa il fatto suo: se verra' colto sul fatto, ci mettera' una difesa. 2000 augustari, circa mezzo milione di oggi. Federico II aveva promulgato una legge che consentiva ai violentatori di salvarsi, purche' ricchi, cioe' in grado di pagare questa tassa all'imperatore. "Intendi bella quel che ti dico io" dice il giovane. E qui e' il giullare che si rivolge al pubblico. Coglioncini, avete capito come siete incastrati? Questa legge salva noi ricchi e a voi vi frega. Censurata. A proposito di cambiare i libri di testo: vediamo di fare un libro di testo nel quale finalmente si racconta la verita' e si eviti che i ragazzi si annoino. Perche' se venisse raccontata in questo modo la letteratura sarebbe piu' interessante. I ragazzi direbbero: "Oh, finalmente ci siamo. Finalmente capisco qualcosa della vita e dei rapporti sociali ed economici e politici."

5月5日

1967: E se ci diranno

E se ci diranno che per rifare il mondo
c'e' un mucchio di gente da mandare a fondo
noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare
per poi dire troppo tardi che e' stato un errore
noi risponderemo, noi risponderemo: no, no, no.

E se ci diranno che nel mondo la gente
o la pensa in un modo o non vale niente
noi che non abbiam finito ancora di contare
quelli che il fanatismo ha fatto eliminare
noi risponderemo, noi risponderemo: no, no, no.

E se ci diranno che e' un gran traditore
chi difende la gente di un altro colore
noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara
fare cose di cui ci dovremmo vergognare
noi risponderemo, noi risponderemo: no, no, no.

E se ci diranno che e' un destino della terra
selezionare i migliori attraverso la guerra
noi che ormai sappiamo bene che i piu' forti
sono sempre stati i primi a finir morti
noi risponderemo, noi risponderemo: no, no, no.

 

Luigi Tenco

 

4月11日

"Una vita inutile vivrai, se non farai di te quel che vuoi". Luigi Tenco

 
«Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda "Io tu e le rose" in finale e una commissione che seleziona "La rivoluzione". Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.»
 
(biglietto vergato a mano ritrovato accanto al suo corpo, nella sua camera all'Hotel Savoy di Sanremo )
 
3月19日

...

C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo. (Jim Morrison)
 
3月8日

Il Dalèmma

Ogni disastro non ha mai un solo colpevole. E’ sempre il risultato di una catena di eventi. Cominciamo dall'inizio:

Qualche mese fa, Berlusconi teme di perdere le elezioni e cambia la legge elettorale con una porcata.

Poi il 49% degli elettori lo vota ancora nonostante 5 anni fallimentari.

Poi vince d’un soffio l’Unione.

Poi nasce una maggioranza debole, specie al Senato.

Poi è urgente fare la Finanziaria e gliela lasciano fare.

Poi il Partito Democratico stenta a nascere.

Poi la Chiesa vuole bloccare il Partito Democratico per evitare la deriva laicista su eutanasia, pacs, eccetera.

Poi i DS subiscono a sinistra il pressing dei pacifisti, che raccolgono sempre più consensi su temi sensibili come Vicenza e Afghanistan.

Poi nei DS Mussi minaccia la scissione e la confluenza a sinistra.

Che fare? Cedere alla sinistra pacifista sulla politica estera o restare amico di Condoleeza Rice? Era il dilèmma di D’Alema. Era il dalèmma.

A questo punto del poker, D’Alema, che è permaloso come un campo minato, va a vedere:-Se si va sotto al Senato, tutti a casa.-

E così è stato.

Cade il governo Prodi, e subito tutti i commentatori, i tg e i talk-show a dare la colpa ai due senatori di sinistra che non hanno votato, Turigliatto e Rossi.

Ma è un falso. Se anche i due avessero votato a favore, infatti, in base al regolamento del Senato la soglia dei voti necessari si sarebbe alzata di uno: quindi un voto sarebbe comunque mancato.

Nessuno lo ha spiegato agli italiani, di cui sono stati però subito raccolti tutti gli sfoghi indignati e delusi. Una manipolazione da manuale. Metodo ormai testato, lo stesso con cui ci hanno venduto la guerra in Iraq.

C’è anche chi ha dato la colpa ai due senatori a vita che si sono astenuti, Andreotti e Pininfarina. Possiamo dare la colpa ad Andreotti e Pininfarina? Oh, mi piacerebbe: sarebbe come comprare una scarpa col calzino incorporato. Ma non sarebbe del tutto vero, nonostante Andreotti si sia scusato ("Se sapevo che cadeva il governo avrei votato diversamente.") usando la stessa faccia con cui dieci anni fa negò di conoscere i cugini Salvo.

E' stato dunque un complotto? No, politica all'italiana. Prodi poteva benissimo non dimettersi. Lo ha fatto per metterci il carico da 90 e ottenere il risultato che voleva: i 12 punti che "rilanciano" l'azione di governo, con Pdci e Rifondazione che chiedono scusa e uggiolano nell'angolino dove li hanno cacciati. Cai cai cai!

Ci avevano impiegato quattro anni per redigere il programma dell'Unione! Adesso in un giorno sbucano fuori dodici punti che spostano al centro l'azione di governo. Ci ritroviamo con un governo Prodi-Vaticano. D'Alema: "La politica della testimonianza la lascio a Franca Rame." Che cinismo! Ma se uno in politica non testimonia gli ideali in cui crede, perchè fa politica? Per tradire se stesso? No, e infatti D'Alema esprime i propri. D'Alema: "Certa sinistra non serve all'Italia". E' la sinistra che tutti bollano come "radicale" per coprirla di ignominia. E' la sinistra pacifista. E' la sinistra.

E' la sinistra che non vuole il Partito Democratico: equivale al 12% ( Pdci, Rifondazione, Verdi + correntone DS ).

Un politico che usa la sua maggioranza con arroganza è un politico mediocre e D'Alema lo è. Infatti i DS si stanno sfasciando.

Come ministro degli Esteri, poi, D'Alema, come Blair, ha ben poco di sinistra: quand'era capo del governo autorizzò i bombardamenti in Kosovo dicendo che c'entrava l'Onu e non era vero ( tutti adesso concordano sul fatto che quei bombardamenti non erano necessari, era meglio una più energica azione diplomatica, come sostenevano i pacifisti; per fermare Milosevic, che aveva massacrato 2000 civili, le bombe Nato di D'Alema ne massacrarono altri diecimila! );

così come adesso D'Alema sostiene che in Afghanistan c'entra l'Onu E NON E' VERO: le nostre truppe sono sotto il comando del Pentagono. Il ministro della Difesa Parisi ha detto al Tg2:"Quella in Afghanistan è una missione militare per la pace in una situazione che presenta molti tratti che richiamano la guerra." Sono io, o questa frase di Parisi presenta molti tratti che richiamano la stronzata?

Siamo in guerra, nonostante la nostra Costituzione lo vieti. Una guerra in cui i talebani vengono accolti come liberatori nel sud del Paese! Con gli USA che ammettono di non sapere quando potrà finire, e che forse si farà la guerra all'Iran! Che ci stiamo a fare là, se non la guerra per conto terzi? Facciamo quello che vuole Bush, ma 10 anni fa gli USA erano CON Saddam, oggi contro. Erano CON i talebani, oggi contro. Si decidano, o il resto del mondo penserà che D'Alema non abbia una politica estera!

Tutti a parlare di "responsabilità" agitando il ricatto dello spauracchio berlusconiano. "Zitti tutti! Buoni! Volete che torni Berlusconi?" No di certo, ma le soluzioni sono almeno due, non c'è solo la vostra.

La Repubblica ha scomodato addirittura il filosofo Galimberti per spiegare che una politica responsabile tiene conto delle conseguenze. Il pacifismo è allora irresponsabile? O immaturo, come sostiene sempre D'Alema? Votare in favore della guerra è tenere conto delle conseguenze?

Ma alla pace hanno mai dato una vera possibilità? Non mi pare, mentre le loro "soluzioni responsabili" finora hanno solo aggravato i problemi e provocato centinaia di migliaia di morti. Tutto per lucrare sulle condotte di gas e petrolio in quella regione.

Come vedete, il disastro è una catena di eventi. Lo so che sembra folle, ma vi assicuro che aveva un senso quando la settimana scorsa me l’ha spiegato, Cossiga.

www.danieleluttazzi.it

3月5日

1977: Terra mia

Rappresenta la nascita di una nuova canzone napoletana, ed anche la denuncia sociale di una generazione che non accettava compromessi e che nella musica riusciva ad esprimere i propri malesseri. “Terra mia” fu scritta sul divano di casa mia a S. Maria La Nova 32, le mie ambizioni erano quelle di scrivere canzoni come Luigi Tenco e suonare con i grandi chitarristi, a metà tra futuro e tradizioni.

Pino Daniele

1月26日

QUANDO LE MULTINAZIONALI FANNO IL PIENO

 

uploaded_image

 

 

Giovedì, 25 Gennaio 2007 - 00:31 -

di Giorgio Ghiglione e Matteo Cavallaro

So, was this what the Iraq war was fought for, after all? Così, era per questo che si era combattuta la guerra in Iraq, infine? Inizia con questa domanda dal vago sapore retorico l’articolo rivelazione del quotidiano inglese The Independent. Nel numero domenicale del 7 Gennaio, troviamo infatti pubblicata la bozza di una nuova possibile legge che darebbe alle compagnie petrolifere occidentali il controllo su un’enorme fetta delle riserve irachene.
Questa proposta segue di poche settimane i suggerimenti dell’Iraq Study Group, guidato da James Baker. Pragmatico per eccellenza, James A. Baker III raccomandava nelle sue conclusioni un ritiro graduale delle truppe entro il 2008 e l’apertura ai privati del mercato del greggio iracheno, ora nazionalizzato. I media mondiali, concentrati esclusivamente sul primo punto, si sono dimenticati di osservare il secondo. L’importanza di una tale mossa è indubbia, sia sotto il profilo economico che geopolitico.

Dopo l’11 Settembre la dipendenza dal petrolio saudita era diventata non solo imbarazzante, ma anche pericolosa per gli USA. La famiglia reale saudita sembra aver dimenticato i rapporti idilliaci con Washington e guarda con sempre maggior interesse verso Mosca e Pechino.
Il controllo della terza riserva petrolifera mondiale sembrava aver risolto questi problemi, grazie ad una serie di giacimenti praticamente intonsi, ottimi per soddisfare i propri bisogni energetici.
Tuttavia i costi della guerra e della successiva ricostruzione appaiono ora troppo gravosi per la Casa Bianca. Oberati dai debiti, necessitano di capitali freschi.
La vera svolta per uscire da questo stato di crisi è fare entrare il denaro contante portato in dote dalle multinazionali del petrolio. Questo matrimonio s’ha da fare a patto però che la sposa, l’Iraq, sia il più attraente possibile. Come fare se non offrendo agli eredi delle Sette Sorelle prezzi stracciati, fuori dal mercato mondiale come convenienza?

La bozza scoperta dall’The Independent è la risposta naturale a questo quesito. Il meccanismo scelto è quello del “Production Sharing Agreement”. Si offre quindi alle multinazionali una sorta di “rimborso spese” consentendogli di tenere per sé, come copertura degli investimenti iniziali, una fetta consistente dei profitti petroliferi. Si parla del 70% dei ricavati, a fronte del 40% solitamente offerto. Ovviamente il vantaggio non si limita all’ammortizzare prima gli investimenti, anche la quota per gli anni successivi è allettante: il 20% raffrontato al normale 10%. Tutto questo in un contratto di ferro dalla durata trentennale.
Per quanto l’offerta faccia gola è difficile che le compagnie maggiori intervengano subito, si limiteranno a fare intervenire le loro consociate più piccole. Il motivo è semplice: il paese è ancora troppo instabile. Nel momento in cui la guerriglia avrà esaurito la sua fase di massima basterà acquistare le concessioni.

Il fatto che molte delle aziende in questione siano americane non può che far piacere alla Casa Bianca. In questo modo c’è la possibilità di far tornare indietro, seppur dilazionati nel tempo, i soldi spesi per la guerra. Inoltre le compagnie petrolifere non verrebbero da sole. Porterebbe con sé un esercito di “contractors” e civili di ogni sorta, impegnati a difendere i pozzi. Concedendo quindi una boccata d’aria alle stremate truppe presenti nell’Iraq occupato.
Inutile dire che questo comporti anche vantaggi di natura tecnica: i “contractors” non hanno dietro di sé il peso dell’opinione pubblica. Sono praticamente invisibili agli occhi dell’uomo comune che apre il giornale. Che uccidano o vengano uccisi a saperlo saranno praticamente soltanto gli addetti ai lavori.

C’è poi un terzo motivo legato sia a quello che è il prezzo del petrolio che alla sua geopolitica. Si deve infatti considerare che questo mercato non è esattamente concorrenziale, anzi. Segue in pieno quelle che sono le regole dell’oligopolio. In pratica l’ultima parola sui prezzi spetta all’Opec, il cartello degli undici maggiori produttori di greggio. Un colosso che da solo controlla il 78% delle riserve mondiali. Il problema sorge quando a far parte dell’Opec non troviamo un paese come gli Stati Uniti che, nel cartello, vedono più un nemico che un alleato.
Non potendo entrare direttamente Washington ha deciso di utilizzare un proprio cavallo di Troia. Compito di questo agente è sfondare regolarmente il tetto di produzione concordato, col risultato di abbassare il prezzo. In passato questo ruolo è stato coperto dal Venezuela, ma l’arrivo di Chavez e il suo impossessarsi della compagnia petrolifera nazionale hanno fatto perdere il controllo americano sul seggio sudamericano all’Opec.

Quale miglior candidato, dunque, del governo fantoccio iracheno per ricoprire il ruolo lasciato da Caracas? Perché comunque, anche nel progetto attuale, le concessioni riguardanti i diritti di estrazione vengono rilasciate dal governo centrale iracheno. Scelta non casuale, nonostante la pretesa costituzione federalista. Le autorità territoriali infatti risultano essere molto meno controllabili, se non altro per la forte componente etnica che li contraddistingue. In un Iraq sull’orlo della guerra civile affidare la ricchezza principale alle fazioni in conflitto sarebbe stata una scelta oltremodo stupida, se non suicida.

Un altro modo per definire il petrolio è “oro nero”. Metafora linguistica sicuramente azzeccata per raccontare l’importanza del greggio nelle nostre vite. Tuttavia ancora una volta quello che per il mondo occidentale è nuova occasione di arricchimento per l’Iraq si trasforma nell’ennesimo tentativo di colonizzazione.


 
1月8日

Lotta di classe

 

Karl_Marx.jpg

La lotta di classe dura e senza paura. Quella che riempiva le piazze negli anni ’70. Quella lotta non c’è più. Perchè, alla fine, una sola classe ha vinto. E’ la classe del potere. Che non sta più solo nel Palazzo di Pasolini. Si è diffusa come un contagio. E’ ovunque ci sia una carica pubblica o parapubblica. Ovunque ci sia un nostro dipendente in carriera.
E’ una classe ubiqua. Ci sono gli ex sessantottini in carriera nei media e nei ministeri. E con loro i post fascisti, ora anche post democristiani. E anche i post comunisti, ora post e basta. E’ una classe vischiosa. La sua ragnatela passa dalle banche, arriva alle municipalizzate, occupa i media, si estende ai consigli comunali. E’ una classe unica che ha ottenuto il rovesciamento delle parti. Non è più al servizio dei cittadini. I cittadini sono al suo servizio.
Se il cittadino non capisce è ottuso. Se si ribella è un no global, anche se ha settant’anni. Se si lamenta è arrogante. Il cittadino non ha diritto di critica. Non è informato se sul SUO territorio vengono fatte le porcate più immonde. Inceneritori, stoccaggi di gas, buchi nella montagna, inquinamenti di fiumi e laghi, centri commerciali al posto di parchi, parcheggi al posto di piste ciclabili, Pm10 al posto di alberi.
Per sapere che in Campania lo Stato non c’è più si può contare solo sul coraggio di Saviano che ha scritto Gomorra. Che ha chiarito che lì c’è il Sistema, e i politici locali sono ornamenti di cattivo gusto da vetrina elettorale. Per sapere cosa succede in Sicilia, dove ormai Stato e Antistato convivono, come affermava il Pacs Lunardi, bisogna aspettare un passaggio televisivo di Travaglio. E quando la notizia puzza, puzza veramente. E non si può metterla a tacere. Come per le intercettazioni Telecom. Se ne parla solo quanto basta e poi si confida nell’Alzheimer del popolo italiano.
Oggi in Italia ci sono due classi. I cittadini e chi amministra la cosa pubblica in loro nome, ma per proprio conto. Oggi in Italia le scelte della classe unica sono impopolari e ci viene detto pure in faccia. Come per l’indulto. La classe unica è fiera di essere impopolare. Ma, se è il popolo che le ha dato il mandato, DOVREBBE essere invece popolare. Oppure andare a casa. Il prossimo dipendente che si vanterà di fare una scelta impopolare va preso a calci nel c..o e licenziato. E’ tempo di una democrazia diretta. Alcuni strumenti ci sono, altri verranno. Una democrazia che parta dal territorio. Da dove le persone possono esercitare il controllo. Dai comuni. RESET!

www.beppegrillo.it

12月27日

Miniguida al consumo critico (NO ALLE MULTINAZIONALI!)

Ciao a tutti,
il documento che segue ragruppa notizie vere sulle multinazionali più potenti e dannose che controllano il sistema economco mondiale, quindi la politica, quindi noi in modo DIRETTO.
Sono cose che si sanno per sentito dire, però non sono state mai approfondite veramente.
 
 
 
"In un momento in cui sembrano valere solo le ragioni del mercato e in
cui le multinazionali hanno più potere dei governi, dobbiamo trovare
nuovi strumenti per dare delle regole alle imprese in modo da indurle a
comportamenti più rispettosi nei confronti dei paesi del Sud del Mondo,
del lavoro e dell'ambiente (...). Ecco l'importanza di scegliere
accuratamente ogni prodotto, in modo da premiare le imprese che si
comportano meglio e punire le altre."


Guida al consumo critico
Centro Nuovo Modello di Sviluppo
(EMI)

"Vivere semplicemente e bene, affinché tutti possano, semplicemente,
vivere e bene. Ecco l'ecologia quotidiana..."

Manuale pratico di ecologia quotidiana
Marinella Correggia
(Mondatori)

LE SCELTE E GLI ACQUISTI CHE CONSIGLIAMO

(Per i prodotti Altromercato si intendono quelli venduti nelle botteghe del mondo del Commercio Equo e Solidale, ovvero anche di altre cooperative d’importazione es.Commercio Alternativo, Equoland, etc.)
Sono altresì consigliabili i prodotti da agricoltura biologica di cooperative sociali .

ACQUA (sempre meglio quella del rubinetto!)
N.B. E' preferibile la bottiglia di vetro perché riutilizzabile o
riciclabile con meno dispendio di energia. Meglio ricorrere al vuoto a
rendere. Ricorda: l'acqua è un bene in via di estinzione perciò per
evitare lo spreco d'acqua, non lasciarla scorrere a gogò dai rubinetti
mentre si strofinano le superfici smaltate e relativi accessori, idem
quando ti lavi i denti!
Coop. Conad. Norda (acquachiara, alisea, daggio, ducale, leonardo, nuova
dolomiti, pasubio, reale). Sangemini (amerino, aura, fabia, fiuggi).
Verga Spumad (fonte serena, gioiosa valsesia, S.Antonio, S.Francesco,
valverde, vercola). Uliveto (rocchetta).

BIBITE E SUCCHI DI FRUTTA (le bibite non sono molto nutrienti e sane!!!)
Coop. Conad. CTM (altromercato) Oetker (cameo). Conserve Italia (derby,
yoga, valfrutta ). Uliveto (elisir di rocchetta). Zueg (soft, fly,
frutta viva, skipper).

BISCOTTI E MERENDINE (sono sempre più sane e buone quelle fatte in
casa!) Coop. Conad. Campiello (accornero). CTM (altromercato). Citterio
(amaretti di saronno). Balsen. Balocco. Doria. Galbusera. Citterio
(lazzaroni). Loacker. Nuova Forneria (fior di merenda, buondì, duetto,
girella, yo-yo). Bauli (dal forno). Barilla (Mulino Bianco - che da poco
è migliorata). Valsola. Deco (pineta).

CACAO, CAFFE', CIOCCOLATA, TE' Ctm (altromercato). Coop. Conad. Oetker
(ciobar). Illy. Lavazza . Valsoia. Nuova Forneria (ciocorì ). Novi.
Ritter Sport. Pompadur.

CARNE E PESCE (state sempre attenti a cosa comprate e dove!) Coop.
Conad. PSA (pollo arena). Unibon. Vallespluga. Citterio (gli
irresistibili, Wuoi, sofficette). Chiari & Forti (golosino, negroni,
salumeria invernizzi). Rovagnati. S.Daniele (king's, principe, wulevù).
Rigamonti. Palmera (alco, perla). Igino Mazzola (alma brand , capri,
golden lion, peschereccio, sigillo d'oro).

ASSORBENTI E CARTA IGIENICA
(cerca di usarne poca: se i cinesi e gli
altri miliardi di poveri del mondo si mettessero mai in testa di voler
usar, come i ricchi, la carta igienica, a quel punto non rimarrebbe più
un albero in piedi!) Coop. Conad. Lucart (bianca lucart, ecolucart,
novità). Tronchetti ( foxy).
Per quanto riguarda gli assorbenti bisognerebbe comprare quelli
facilmente biodegradabili e non sbiancati che si trovano nei negozi di
prodotti naturali; inoltre esiste un nuovo ecologico assorbente che si
chiama "keeper" (trattenitore): si tratta di una specie di coppetta di
gomma naturale che si inserisce come un tampone ma, a differenza di
quest'ultimo, non si imbeve del sangue lasciandolo a contatto con le
pareti, bensì lo "raccoglie" nella sua parte cava: Può essere indossato
per 12 ore, anche di notte, poi può essere lavato (con acqua poi alla
fine del ciclo con acqua calda e aceto di mele, senza bollirlo) e
reindossato. Non dà alcun fastidio, si rimuove facilmente. Disponibile
in dimensioni diverse, dura anni e anni e costa circa 31 euro. Non lo si
trova facilmente nei negozi ma lo si può ordinare tramite Internet:
www.thekeeperstore.com.

DETERSIVI, DETERGENTI, SBIANCANTI
N.B. Preferibili i prodotti biodegradabili ed ecologici. Ad esempio: i
prodotti ALMACABIO (che si possono trovare nei negozi biologici o nelle
erboristerie)
Italsilva (morbido silva, bio silva, spuma di sciampagna). Deco (soffil,
lava lana, splendy). Zobele (qubì). Guaber (drago, sale smacchia).

FRUTTA IN SCATOLA/SECCA, LEGUMI, SOTTOLI/ACETI CTM
(altromercato). Coop.
Conad. La Doria. Conserve Italia (valfrutta, st mamet). Noberasco (più
su, pistachios). Coelsanus. Saclà. Ponti. Polli.

CARNE, GELATI, PIATTI, VERDURE SURGELATI (si tratta di cibi a elevato
contenuto di additivi chimici che hanno perso buona parte del loro
valore nutritivo a causa della conservazione) Valsola. Sammontana,
Sanson. PSA (agralia). Oetker (big Americans). Orogel.

LATTICINI Coop. Conad. Prealpi (zangola). Bel (apericube, babybel,
cademartori , le roitelet, la vache qui rit). Yomo (belgioioso, merlo,
alleluia, il compatto, mandriot, torre in pietra, più&più). Granarolo
(centrale di Parma, calabria latte, latte cerulli, daunia latte, fiore,
latte perla, latte s.Giorgio, montemaso, latte scala, latte verbano).
Cooperlat (deltalat, latte reggiano, tre valli, hoplà). Sterilgarda
(condipanna).

SALE, SALSE, ACETO, SUGHI Coop. Conad. Ponti (elite). Cis (gemma, gemma
dietetico). Also (sai due). Saclà .

MARMELLATA, MIELE, ZUCCHERO CTM
(altromercato). Coop. Conad. Also
(fructorfin). Zuegg (frutta viva). Ambrosoli. Conapi ( milizia). Sfil (sucrital).

OLIO Coop. Conad.Monini (il poggiolo, oliobios, elioro, gaslini). Zucchi
(zenit, zeta). Valsola.

ORZO E INFUSI Altromercato, Coop. Conad. Guaber (l'angelica). Pompadur.

PANE, CRACKERS E SNACKS SALATI Coop. Conad. Doria (doriano). Barilla
(gran pavesi, essere). Deco (loriana).

PASTA Altromercato, Coop. Conad. De Cecco. La Molisana. Barilla. Fini. Frugone&p.
(blond, riso del mulino, riso gallo, riso la corte). Scotti. Rana (
nonna Amelia).

PREPARATI PER PIZZA E BUDINI Coop. Conad. Cameo, Elah Dufour. Oetker
(paneangeli). Barilla.

BAGNOSCHIUMA, SHAMPOO, CREME, DENTIFRICI (preferibilmente prodotti
dell'erboristeria; per quanto riguarda gli spazzolini nei negozi
biologici ci sono quelli con la testina intercambiabile perciò inquinano
molto meno! Ah, dimenticavo, per quanto riguarda i saponi sempre nei
negozi di prodotti naturali vendono il sapone "al taglio" che fa molto
bene alla pelle anche perché è naturale!!).
Coop. Conad. Body shop. Paglieri (felce azzurra, cleo). Ciccarelli
(mantovani, cera di cupra, pasta del capitano). Perlier ( venus). Guaber
( bionsen, L'Angelica).

PRODOTTI PER LA CASA (Per igienizzare senza chimica esistono modi
ecologici e semplici come l'apparecchio a vapore regolabile, i panni di
stoffa e non gli usa e getta; per disinfettare acqua calda e alcool;
pulisce benissimo anche il bicarbonato di sodio mescolato a poche gocce
di limone; la pietra pomice toglie le macchie di calcare) Guaber (grey,
vape). Paglieri (class). Zobele ( astra, vulcano). FHP( vileda). CSC(
kioto, Marisa).

PRODOTTI PER L'INFANZIA (sempre meglio quelli fatti in casa o quelli
biologici!) Coop. Conad. Star (mellin). Per quanto riguarda i prodotti
per il corpo dei bambini sono consigliati anche qui i prodotti
dell'erboristeria. Ah! Gli shampoo definiti "baby" non sono
necessariamente i migliori.



TUTTE LE MULTINAZIONALI SU CUI "RIFLETTERE", COME E PERCHÉ


BAYER (Autan, Baygon, Provado, Pin, Baysan, Aspirina)
La Bayer fa parte
di ERT, un'associazione europea creata per rappresentare gli interessi
delle multinazionali presso le istituzioni europee. In Indonesia in
alcune fabbriche che producono prodotti a marchio Bayer sono stati
denunciati gravi problemi di salute, bassi salari e lavoro minorile. In
Brasile è stata avviata un'indagine giudiziaria nei confronti della
Bayer, a seguito della morte di alcuni contadini che nelle loro
piantagioni di caffè avevano utilizzato il Baysistor, un pesticida
proibito in Germania da oltre vent'anni. La Bayer fa parte di WBCSD,
un'associazione creata dalle multinazionali per promuovere una falsa
idea di sviluppo sostenibile affinché si radichi l'idea nell'opinione
pubblica che l'ambiente si difende facendo crescere la produzione.
CHIQUITA (Amigo, Chico,Consul, Premium bananas, Viva, That's Banana)
Chiquita, in centro America, è accusata di abusi contro i lavoratori,
assalto all'ambiente e illeciti di altro genere; per mettere tutto a
tacere Chiquita ha dimostrato che parte delle informazioni erano state
acquisite con sistemi di spionaggio non ammessi dalla legge americana e
ha imposto, al giornale che aveva condotto una ricerca approfondita su
di lei, di ritirare la denuncia al fine di evitare un processo che
poteva concludersi in maniera disastrosa. (Fu licenziato dal giornale
l'artefice della ricerca e ritirata la denuncia.)
CIRIO (De Rica, Del Monte, Batik, Tè Ati, Royal, Pizza catarì, Rubra) La
Cirio in Kenya, licenzia gli assunti a tempo indeterminato e li riassume
come stagionali perché in questo modo hanno diritto a salari più bassi.
In piantagione sono utilizzati pesticidi molto pericolosi senza che i
lavoratori abbiano ricevuto protezione e istruzioni adeguate. Gli
alloggi forniti dall'impresa sono indecenti.Nel 97 è stato arrestato un
funzionario della Cirio perché risultato coinvolto in una truffa ai
danni dell'Unione Europea che aveva pagato contributi su scarti di
pomodoro fatti passare per pomodoro fresco. Molte società finanziarie
che fanno parte di essa, hanno la propria sede legale in paradisi fiscali.
COCA-COLA (fattura 1200 miliardi e occupa 2500 dipendenti, possiede
anche: Beverly, Bonaqua, Fanta, Kinley, Sprite)
I palloni distribuiti da
Coca-Cola a scopo pubblicitario sono cuciti a mano in India e Pakistan
con il coinvolgimento del lavoro dei bambini. A Manila nel 1999 sono
stati licenziati in tronco 600 lavoratori senza preavviso. A causa delle
bottiglie in plastica e delle lattine, Coca-Cola contribuisce alla
produzione di migliaia di tonnellate di rifiuti. La sostanza presente
nella Coca-Cola Light è aspartame che presa in grande quantità può
causare danni al cervello, ancora più gravi i danni nel feto se la madre
è un'assidua consumatrice. Nel 1999 ci sono stati svariati casi di
intossicazione e ricoveri in ospedale perché le bevande erano
contaminate con un fungicida. Coca-Cola utilizza ingredienti
sperimentati su animali.
COLGATE-PALMOLIVE (Cura Morbido, Fabuloso, Soflan, Dinamo, Olà, Nidra,
Glicemille, Defend, Plax, Donge, Douss-Douss, Bravo)
Ha violato varie
volte le leggi statunitensi sul lavoro. La filiale italiana di Colgate -
Palmolive è una delle imprese chimiche con rapporti sindacali più
problematici.
DANONE (Acqua di Nepi, Boario, Evian , Ferrarelle, Fonte Viva, Natia,
Santagata, Vitasnella, Bel Paese, Certosa, Galbanino, Galbani, Santa
Lucia, Danette, Vanito, Dan'Up, Yogoloso, Yogurt Meren' dan, Chip Grill,
Cipster, Ritz Saiwa, Tuc, Lu, Prince, Oro Ciok, Premium, Gelax)
. Da vari
anni gli stabilimenti della sua controllata inglese HP Foods inquinano
gravemente l'ambiente circostante. Danone è posseduta per una
percentuale da Agnelli che è implicato nella produzione di armi tramite
varie imprese Fiat. Nel 1998 è stata condannata per pubblicità
ingannevole per il prodotto Vitasnella.
NESTLE' (Lievissima, Limpia, Recoaro, Panna, Pejo, San Pellegrino, Vera,
Beltè, Chinò, Gingerino, Sanbitter, Nestea, One-O-One, Diger Seltz,
After Eghit, Alemagna, Baci, Cioccoblocco, Galak, Motta, Perugina,
Orzoro, Kit Kat, Nesquik, Buitoni, Mare fresco, Mio, Fruttolo, La Valle
degli Orti, Berni, Maggi, Sasso, Condiriso)
Nestlè è uno dei massimi
responsabili delle gravi condizioni in cui versano milioni di contadini
del Sud del mondo, perché, i suoi metodi commerciali, totalmente
ispirati a una logica di profitto, non garantiscono guadagni dignitosi.
Nestlè è favorevole a un grosso programma di incenerimento di rifiuti
che pone a rischio la salute delle popolazioni vicine agli impianti. In
Italia Legambiante ha scoperto che il prodotto Alsoy contiene proteine
isolate di soia geneticamente modificate. Sperimenta i suoi ingredienti
su animali.
HENKEL (Atlas, Dixan, Vernel, Perlana, Bref, Antica Erboristeria,
Kaloderma, Squibb, Sidol, Neutromed, Vidal, Sil, Fa)
. La Henkel nel 1992
ha trasferito alcune linee produttive in Irlanda, perché la legge di
questo paese consente emissioni tossiche più elevate che altrove.
Inoltre nel 1996 Greenpeace ha indicato in Henkel Hakusui, filiale
giapponese, uno dei maggiori produttori mondiali di ftalati, sostanze
dannose per la salute utilizzate per ammorbidire la plastica dei
giocattoli e come ingredienti delle pellicole per alimenti. Compare tra
le imprese che utilizzano ingredienti sperimentati su animali.
PARMALAT (Grisbì, Mister Day, Chef, Giglio, Optimus, Ala, KYR, Plus
Omega 3, Latte prima crescita, Pomì, Pomito, Prontoforno, Paìs, Santal)

In America Latina la presenza più forte di Parmalat è in Brasile. In
questo paese Parmalat non ha una buona reputazione; tenta di annientare
i suoi concorrenti locali con metodi sleali, basati sull'abbassamento
transitorio dei prezzi, e fa fallire i contadini che non accettano di
produrre per lei, attraverso una serie di scorrettezze attuate da parte
delle imprese che hanno in appalto il servizio di raccolta latte. Il
prezzo del latte da pagare ai contadini è deciso da Parmalat e, se per
caso si verificano dei cali produttivi, inonda il mercato con eccedenze
di latte europeo per impedire l'aumento dei prezzi.Negli stabilimenti
brasiliani vige un clima di sottomissione. Parmalat è giunta anche in
Africa e il sindacato sudafricano Cosatu ha lanciato una campagna di
denuncia contro Parmalat, accusandola di violare i diritti dei
lavoratori occupati in alcuni suoi stabilimenti. Per quanto riguarda
l'ambiente, Parmalat confeziona molti prodotti senza tener conto
dell'impatto ambientale.
PEPSI COLA (Seven-Up, Cadbury Schweppes) Greenpeace rivela che Pepsi
Cola esporta in India ampie quantità di bottiglie di plastica per il
riciclaggio. Secondo la denuncia, esporta questa attività inquinante per
spendere meno e per mantenere in patria l'immagine di impresa pulita. Le
donne addette al riciclaggio guadagnano 30 centesimi di dollaro al
giorno, equivalenti a 26 eurocent. Varie fonti forniscono elementi che
fanno ritenere che Pepsi usi ingredienti geneticamente modificati.
PHILIP MORRIS (Baika, Dover, Gim, Invernizzi, Jocca, Legeresse,
Linderberger, Lunchables, Maman Louise, Milione, Mozary, Sottilette,
Osella, Philadelphia, Primolo, Susanna, Mayonnaise, Mato-Mato, Caramba,
Faemino, Hag, Splendid, Bittra Suchard, Cote d'or, Milka, Toblerone,
Lila Pause, Terry's, Simmenthal, Spuntì, Marlboro, Marlboro Light e
molte altre tipologie di sigarette)
Da anni Philip Morris è impegnata in
una colossale campagna per evitare che le autorità statunitensi adottino
dei provvedimenti contro il fumo. L'obiettivo è far diminuire le tasse
sul fumo e smantellare controlli e divieti. Philip Morris è uno dei
massimi responsabili delle gravi condizioni in cui versano milioni di
contadini del Sud del mondo perché i suoi metodi commerciali, totalmente
ispirati ad una logica di profitto, non garantiscano guadagni dignitosi.
Inoltre è stata segnalata come un'impresa che abitualmente usa
ingredienti geneticamente modificati.
PROCTER & GAMBLE (Intervallo, Lines, Tampax, Infasil, Keramine H, Oil of
Olaz, Pantene, AZ, Camay, Topexan, Noxzema, Dignity, Bounty, Poffy,
Senz'acqua, Ariel, Bolt, Pampers, Tempo, Dash, Lenor, Nelsen, Ace,
Baleno, Febrèze, Mastro Lindo, Mister Verde, Spic & Span, Tuono, Viakal,
Può, Swiffer, Pringles)
Procter&Gamble è responsabile di una delle
maggiori fonti di rifiuto del mondo: i pannolini.
Negli Stati Uniti ne vengono usati 16 miliardi all'anno, pari al 2%
della spazzatura prodotta nel paese. Nel 1997 ha sostenuto
l'associazione americana Keep American Beautiful, creata dalle industrie
di imbottigliamento con lo scopo di non far passare alcuna legge contro
le bottiglie usa e getta. Fa parte di WBCSD. Le patatine a marchio
Pringles contengono OGM : organismi geneticamente modificati.
UNILEVER (Lipton Ice Tea, Montania, Algida, Carte d'or, Eldorado,
Sorbetterai Ranieri, Toseroni, Findus, Genepesca, Igloo, Bertolli,
Dante, San Giorgio, Rocca dell'Uliveto, Friol, Marè, Maya, Foglia d'oro,
Gradina, Creme cusine, Amora, Calvè, Top-Down, Vive la vie, Coccolino,
Bio Presto, Omo, Surf, Svelto, Cif, Lysoform, Vim, Cutex, Leocrema, Axe,
Clear, Denim, Dimension, Dove, Pure & Vegetal, Timotei, Benefit,
Durban's, Mentadent, Paperino's, Pepsodent, Atkinsons, Lux, Rexona)

Unilever fa parte di ERT, un'associazione europea creata per
rappresentare gli interessi delle multinazionali presso le istituzioni
europee. Unilever è il più grande commerciante del mondo di tè; è anche
uno dei massimi responsabili delle gravi condizioni in cui versano
milioni di contadini del sud del mondo, perché i suoi metodi
commerciali, totalmente ispirati a una logica di profitto, non
garantiscono guadagni dignitosi. Anche l'Unilever, come altre
multinazionali, fa parte di WBCSD. Uno studio condotto nel 1998 da
un'associazione di consumatori della Malesia ha messo in evidenza che in
alcuni prodotti di Calvin Klein e di altre società cosmetiche di
Unilever sono presenti degli oli minerali ritenuti cancerogeni.
Nell'ottobre 1996 Unilever e Nestlè hanno respinto la richiesta di
tenere separata la soia ordinaria da quella manipolata geneticamente,
dichiarando che l'operazione, per quanto più sicura per la salute dei
consumatori, è poco pratica. Nel '96 e nel '97 Unilever è stata
condannata per pubblicità ingannevoli relative al dentifricio " Mentadent".
Nel '98 Unilever è stata condannata dall'Antitrust italiano per
pubblicità ingannevole in relazione a un dispositivo anticoncezionale
chiamato "Persona". Lo strumento serve a rilevare nelle urine la
presenza di certi ormoni in base ai quali, secondo l'impresa, si può
stabilire se la donna è in pericolo fecondo. Ma l'Autorità ha decretato
che mancano prove sufficienti per asserire che lo strumento è affidabile.


Indirizzi e informazioni utili di RIETI per il consumo critico e il commercio equo e solidale:
- Ass.ne “Il Sassolino, per iniziative eque e solidali”, via Garibaldi n.250 Rieti
Indirizzi e informazioni utili di FAENZA per il consumo critico:

• Bottega di Equo Commercio "Artigiani del Mondo", c.so Mazzini n. 109 Faenza
 
A cura del gruppo Mani Tese Faenza

 

http://www.cacaonline.it/indice/olio-di-colza.htm

www.beppegrillo.it

http://www.commercioetico.it/

12月3日

Corteo Cdl: le agenzie della vergogna

No Prodi, no frodi, no fròcì (Agenzia Dire ore 14.23)

Cdl: corteo giovani parte tra slogan duri (Ansa, ore 15.05)
È partito da piazza Indipendenza il corteo organizzato dai gruppi giovanili di An, Forza Italia e Lega. Alla testa del corteo camminano a braccetto il leader di An Gianfranco Fini, il vicepresidente della Camera Giorgia Meloni, il parlamentare di An e commissario della federazione romana Gianni Alemanno e la coordinatrice nazionale dei giovani di Forza Italia Beatrice Lorenzin. Subito dietro uno striscione che recita 'rivogliamo il futuro provate a fermarcì. La partenza è stata scandita da alcuni slogan, provenienti dal fondo del corteo, molto duri e tutti all'indirizzo del premier: «Prodi infame per te ci sono le lame»; «Governo stalinista ti abbatteremo a vista»; «Prodi, Prodi, Prodi, boia, boia, boia». Assente dal corteo la delegazione dei giovani della Lega che, da quanto spiegano gli organizzatori si è dovuta fermare al Circo Massimo «a causa di problemi logistici».

An, offese a Luxuria (Omniroma ore 15.24)
«Prodi boia, Luxuria è la tua troìa». È lo slogan offensivo gridato da alcuni sostenitori di An che partecipano al corteo della Cdl che si sta lentamente muovendo da piazza del circo Massimo verso piazza San Giovanni.

«Duce Duce» (Ansa ore 15.33)
«Boia chi molla è il grido di battaglia», canta il gruppo di Azione Giovane della Federazione provinciale di Velletri alla manifestazione organizzata dalla Cdl contro la Finanziaria del governo Prodi. Dal corteo, mescolandosi a suoni di tamburi e fischi, c'è chi grida «Duce Duce».

Leghisti «Roma cristiana mai musulmana» (Ansa ore 15.35)
«Roma cristiana, mai musulmana». Hanno gridato anche questo i leghisti che hanno sfilato da Circo Massimo fino a San Giovanni. Immancabili nel corteo caricature di Prodi e dei suoi ministri. Alcuni poco raffinati come uno con su scritto «Camera con cesso» e il volto di Prodi-water poi i nomi di Luxuria, Caruso, Titti De Simone e Grillini che vengono «risucchiati» dal water. Con questo cartello i leghisti manifestano anche contro gli omosessuali. I militanti della Lega hanno anche fischiato l'inno nazionale trasmesso dal camper di Forza Italia.

«Abbasso il terun» scandito da leghisti, gruppo da Napoli «Ma vattinne...» ( Ansa ore 15.24)
Fa strano sentire nel cuore del Circo Massimo lo slogan «abbasso il terun». Scandito così, in coro, sotto a decine di bandiere verdi del Sole delle Alpi, mentre accanto a quel gruppo di leghisti che lo urlano contenti, sfilano le bandiere di Forza Italia e di An portate da due gruppi giunti da Napoli.Sorridono i napoletani a quello slogan. Ma si vede lontano un miglio che è un sorriso di circostanza. Ma al successo «abbasso il terun», un «ma vattinne» esce dal cuore del cuore di quel gruppo di Napoli. I leghisti neanche lo sentono. «Bossi, Bossi» scandiscono in coro.

Cdl in piazza sfila anche la bandiera della X Mas ( Dire ore 15.50)
Anche la bandiera della brigata che fu del comandanente Junio Valerio borghese in piazza con il centrodestra. a portare sulle spalle il vessillo del teschio con il motto «memento audere semper» non è però un facinoroso naziskin. ma un signore distinto, Antonio di Blasi, che quasi si commuove quando spiega perchè il suo impegno per la sigla del comandante borghese. «la xma mas esiste ancora- dice- siamo un'associazione che per lo più si occupa della tenuta di un cimitero, ad Anzio, dove sono sepolti 65 caduti della repubblica sociale. non siamo violenti, e non siamo neppure schierati politicamente, anche se ovviamente propendiamo a destra». di blasi è nipote di un militare italiano ucciso dai partigiani titini in albania dopo l'8 settembre del '43. «erano in 22 di quel reparto- dice- furono fucilati tutti, meno uno che si salvò e portò in italia le targhette dei suoi compagni. poi siamo riusciti a recuperare i resti. lì inizia il mio impegno». E perchè è sceso in piazza oggi? «per nessun motivo particolare. sono venuto 10 anni fa- dice- ed ha portato bene, speriamo sia così anche questa volta». Più minacciosi di di Blasi, sembrano invece i giovani aennini di azione giovani nucleo bagnoli. per loro, schierati in una specie di falange casareccia, saluti romani e i soliti slogan: «boia chi molla, è il grido di battaglia» e «mi diverto solo se è Romano a morire».

Con cartello Pisa e Pontedera gridano "L'Italia a noi!" (Ansa, 16.55)
Mentre il corteo partito dal Circo Massimo prosegue il suo cammino verso piazza san Giovanni, un gruppo di militanti con uno striscione con su scritto «Pisa-Pontedera» senza insegne di partito inizia a gridare: «Facciamo un saluto a Piazza Venezia» e subito mani tese in alto a fare il saluto romano. Il gruppo poi inizia a gridare: «L'Italia a noi!»
 
 
 
 
 
 
...non sono capace nemmeno di fare un commento, perdonatemi.
12月2日

WISH YOU WERE HERE

 
 

So, so you think you can tell
Heaven from hell
Blue skies from pain
Can you tell a green field
From a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?

And did they get you to trade
Your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange a walk
On part in the war
For a lead role in a cage?

How I wish, how I wish you were here
We're just two lost souls
Swimming in a fish bowl
Year after year
Running over the same old ground
What have we found?
The same old fears
Wish you were here

VORREI AVERTI QUI

Allora credi dì saper distinguere
Paradiso da inferno
Cielo azzurro da dolore
Sai distinguere un campo verde
Da un freddo binario d'acciaio?
Un sorriso da un velo?
Pensi di riuscire?

E ti hanno convinto a scambiare
Eroi con fantasmi?
Braci con alberi?
Aria calda con vento fresco?
Gelido comfort con mutamento?
E hai scambiato la tua marcia
Di guerra con
Il dominio della gabbia?

Come vorrei, come vorrei averti qui
Siamo due anime perse
Nuotiamo in una sfera di vetro
Anno dopo anno
Corriamo sulla stessa vecchia terra
Per trovare che cosa?
Le stesse vecchie paure

Vorrei averti qui

 
12月1日

Brogli? (Atto II)

 
Se fosse vero? La Democrazia che bella parola... Le ultime notizie, la credibilità e i fatti, ciò che conta è la verità? Ne siamo sicuri...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ebbene l'ho visto.
Penso si sia già scritto abbastanza, mi sento appunto di consigliarne vivamente la visione ad un pubblico che dubita anche minimamente sulla legittimità dei risultati di queste ultime elezioni, per chi ancora non riesce a capacitarsi di quanto abbiano sballato i sondaggi pre-elettorali e gli exit-polls (ricordo che in America, da quando è stato applicato il conteggio elettronico dei voti questi sono sempre stati largamente smentiti, cosa che prima non accadeva), per coloro che avranno osservato una percentuale delle schede bianche nelle varie regioni omologhe tra loro (fatto non avvenuto 5 anni fa), per tutti quelli che hanno notato una fin troppo costante riduzione del gap tra CdL ed Unione con il passare delle ore, per chi si sarà chiesto perplesso come mai l'allora ministro Pisanu, ad un certo momento della serata del 10 aprile, invece di rimanere al Viminale si diresse a Palazzo Grazioli per un summit con Berlusconi, Bondi e Cicchitto, per chi si è domandato se l'arresto di Provenzano fosse un colpo di teatro architettato dagli uomini di Berlusconi.
E soprattutto per chi, come me, vuole ancora vederci chiaro su cosa è veramente successo la sera del 10 aprile 2006.
 
Aggiunto il 8/12/2006.
 
Si riconta. Almeno al Senato. Non è mai successo, nella storia repubblicana, che un risultato elettorale sia stato rimesso in dubbio e sottoposto a nuovi controlli per accertarne l’effettiva validità. Eravamo convinti che neppure stavolta sarebbe accaduto, forti soprattutto della storia di questa Repubblica, nata nel ’48 dopo un risultato referendario - frutto, forse, come sostengono i nostalgici del re - di un broglio andato a buon fine. Si è sempre pensato, insomma, che la sacralità della proclamazione del vincitore scandita dalla Corte di Cassazione non fosse in alcun modo scalfibile, né dalle grida scomposte del leader sconfitto dell’opposizione né, tantomeno, dalla coraggiosa inchiesta di Enrico Deaglio che gli è costata addirittura un’incriminazione assai poco comprensibile: il sistema, è noto, salvaguarda sempre se stesso. Il Senato, stavolta, ha positivamente stupito. Un accordo bipartisan ha infatti consentito alla giunta per le elezioni di votare un provvedimento che consente il riconteggio delle schede bianche e nulle e - a campione - dei voti validi delle elezioni politiche dell'aprile 2006.
 
La delibera della giunta parla di “revisione totale delle schede nulle, bianche e contenenti voti nulli o contestati, custodite in Senato a partire dalle seguenti regioni: Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana”. Per le stesse regioni si procederà anche alla revisione delle schede valide, “custodite nei tribunali competenti, secondo una campionatura che sarà decisa dai comitati di revisione schede”.
 
Nel caso in cui i risultati delle schede bianche e nulle e, a campione, dei voti validi, rivelino scostamenti significativi rispetto ai dati di proclamazione, la procedura di revisione schede sarà estesa anche alle altre regioni e alla circoscrizione Estero. E siccome, quando si rispulciano i verbali, i conti tornano di rado, c’è il rischio concreto che, alla fine, si debba rimettere mano a tutto il quadro dei voti, regione per regione. Ci vorrà del tempo, molto tempo. E si resta, comunque, in attesa di un’identica mossa anche da parte della Camera, che chiuda il quadro sulla necessità di chiarezza. Stavolta, infatti, sembra proprio di capire che, da parte delle istituzioni, ci sia la ferma volontà di sostenere, oltre ogni ragionevole dubbio, che la democrazia italiana è solida. Anche a costo di correre il rischio di dimostrare il contrario.

A proposito, Deaglio. “L’inquisito” direttore di Diario ha accolto con salace ironia la notizia della svolta sancita dalla giunta del Senato. “A rigor di logica e per paradosso, ora anche la giunta per le elezioni del Senato potrebbe essere indagata per diffusione di notizie false e tendenziose. In fondo chiede le stesse cose che chiedevo io”. Qualcosa, comunque, ammette lui stesso, si è mosso. “Io sono stato indagato perchè ho messo in dubbio la sacralità della conta cartacea legittimata dalla Corte di Cassazione - ha proseguito - mi aspetto tempi lunghi, ma è importante che ci si avvicini ad un accertamento». Secondo Deaglio ci sarebbero anche altre smagliature intorno al risultato elettorale e riguarderebbero anche il numero dei votanti. Emergerebbe, infatti, uno scostamento di 148 mila elettori tra il numero dei votanti complessivi dichiarati all'indomani delle elezioni rispetto alle cifre che circolano oggi. Ci vorrà del tempo per chiarire tutto. Ma in questo caso la pazienza non ci verrà mai meno.
 
 

 


11月21日

Mare dentro

 

Mare dentro, in alto mare – dentro, senza peso
nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà
che fanno vero un desiderio nell’incontro.

Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una
saetta, il mio corpo cambiato non è
più il mio corpo, è come penetrare al centro
dell’universo:

L’abbraccio più infantile, e il più puro dei
baci fino a vederci trasformati in
un unico desiderio

Il tuo sguardo il mio sguardo, come un’eco
che va ripetendo, senza parole: più dentro,
più dentro, fino al di là del tutto, attraverso
il sangue e il midollo.

Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio
essere morto, perché io con la mia bocca
resti sempre dentro la rete dei tuoi capelli.



Ramón Sampedro

 

www.maredentro.it

11月17日

Figli di Annibale - Almamegretta

Annibale grande generale nero
con una schiera di elefanti attraversasti le alpi e ne uscisti
tutto intero
a quei tempi gli europei non riuscivano a passrle neanche a
piedi
ma tu annibale grande generale nero tu le passasti con un
mare di elefanti
lo sapete quanto sono grossi e lenti gli elefanti?
eppure annibale gli fece passare le alpi con novantamila uo-
mini africani
annibale sconfisse i romani restÒ in italia da padrone per
quindici o vent’anni
ecco perchÉ molti italiani hanno la pelle scura
ecco perchÉ molti italiani hanno i capelli scuri
un po’ del sangue di annibale È rimasto a tutti quanti nelle
vene si È rimasto a tutti quanti nelle vene
nessuno puÒ dirmi stai dicendo una menzogna
no se conosci la tua storia sai da dove viene il colore del
sangue
che ti scorre nelle vene
durante la guerra pochi afroamericani riempirono l’europa
di bambini neri
cosa credete potessero mai fare in venti anni di dominio mi-
litare
un’armata di africani in italia meridionale un’armata di afri-
cani in italia meridionale
ecco perchÉ ecco perchÉ noi siamo figli di annibale
meridionali figli di annibale sangue mediterraneo figli di
annibale?

 

 

Una piccola nota: Negli uomini, a differenza degli animali (come i cani), non si può parlare di razze... siamo troppo simili.


 

11月9日

Grillo a Saviano

Gomorra

Gomorra.jpg

Roberto Saviano mi ha inviato una copia del suo libro: ‘Gomorra’ con una dedica. Leggendolo ho pensato a Pasolini. Ho pensato che Roberto è un ragazzo coraggioso che va protetto. Roberto ha scritto un libro da rendere obbligatorio nelle scuole. Un libro che rappresenta l’Italia di oggi e che andrebbe letto in classe al posto di ‘Cuore’ di Edmondo De Amicis.
I ragazzi napoletani lavorano a progetto per la Camorra. Sono cocopro in nero. Generazioni perdute. E’ da loro che bisogna partire per salvare Napoli.

“Li arruolano appena diventano capaci di essere fedeli al clan. Hanno dai dodici ai diciassette anni, molti sono figli o fratelli di affiliati, molti altri provengono da famiglie di precari. Sono il nuovo esercito dei clan della camorra napoletana. Vengono dal centro storico, dal quartiere Sanità, da Forcella, da Secondigliano, dal rione San Gaetano, dai Quartieri Spagnoli, dal Pallonetto, vengono reclutati attraverso affiliazioni strutturate in diversi clan. Per numero sono un vero e proprio esercito. I vantaggi per i clan sono molteplici, un ragazzino prende meno della metà dello stipendio di un affiliato adulto di basso rango, raramente deve mantenere i genitori, non ha le incombenze di una famiglia, non ha orari, non ha necessità di un salario puntuale e soprattutto è disposto a essere perennemente per strada. Le mansioni sono diverse e di diversa responsabilità. Si inizia con lo spaccio di droga leggera, hashish soprattutto. Quasi sempre i ragazzini si posizionano nelle strade più affollate, col tempo iniziano a spacciare pasticche e ricevono quasi sempre in dotazione un motorino. Infine la cocaina, che portano direttamente nelle università, fuori dai locali, dinanzi agli alberghi, alle stazioni della metropolitana. I gruppi di baby-spacciatori sono fondamentali nell’economia flessibile dello spaccio perchè danno meno nell’occhio, vendono droga tra un tiro di pallone e una corsa in motorino e spesso vanno direttamente al domicilio del cliente. Il clan in molti casi non costringe i ragazzini a lavorare di mattina, continuano infatti a frequentare la scuola dell’obbligo, anche perchè se decidessero di evaderla sarebbero più facilmente rintracciabili. Spesso i ragazzini affiliati dopo i primi mesi di lavoro vanno in giro armati, un modo per difendersi e farsi valere, una promozione sul campo che promette la possibilità di scalare i vertici del clan; pistole automatiche e semiautomatiche che imparano a usare nelle discariche di spazzatura della provincia o nelle caverne della Napoli sotterranea.
Quando diventano affidabili e ricevono la totale fiducia di un capozona, allora possono rivestire un ruolo che va ben oltre quello di pusher, diventano ‘pali’. Controllano in una strada della città, a loro affidata, che i camion che accedono per scaricare merce a supermarket, negozi o salumerie, siano quelli che il clan impone oppure, in caso contrario, segnalano quando il distributore di un negozio non è quello ‘prescelto’.
Anche nella copertura dei cantieri è fondamentale la presenza dei ‘pali’. Le ditte appaltatrici spesso subappaltano a imprese edili dei gruppi camorristici, ma a volte il lavoro è assegnato a ditte ‘non consigliate’”.
Da ‘Gomorra’ di Roberto Saviano.

11月5日

Inno Verdano

'Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d'or / Espelli il negròn, inforca il terròn, e servi il tuo popolo con fulgido amor.’

Anche se sono del Gargano sogno di diventare verdano, mamma, asciugati le lacrime porto le mie natiche in fabbriche che non abbiamo. Mollami la mano, dico, mollami la mano, che da quando sono nato bramo lo stato verdano, no, non amo ciò che è sotto il mio meridiano, da piccolo odiavo l’inquilino del primo piano. Sul banco tracciavo linee di confine, di Raykard e Gullit niente figurine, bambini e bambine in cortile, io verde di bile col Monopoli mettevo in prigione le mie pedine. Bene, sto bene nel mio ruolo, volo, non sono solo, siamo uno stuolo. La Verdania chiama “All’armi!”, mi arruolo, con la mia divisa cetriolo io:

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?

‘Noi marcerem verso Roma ladrona perché chi va a Roma prende la poltrona.’

All’inizio quel tizio che s’attizza al comizio pare un alcolista alla festa di San Patrizio, parla da un orifizio sporco di pregiudizio, pubblico in prestito dal museo egizio. Ora capisco quanto aveva ragione, ora che sono soldato di stato senza meridione, ora che è finita la carta del cesso, ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione. Ora che la mia ambizione è fare la pulizia, primaverile o etnica che sia, la farò, il manico ce l’ho duro perciò scoperò dove si può per il potere dell’ampolla nel Po. Il popolo verdano smania per la separazione dall’Italia che dilania. E se cade il muro in Germania chi se ne frega io lo innalzo in Verdania dato che…

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UN QUOTIDIANO SECESSIONISTA / UN TELEGIORNALE CON UN GIORNALISTA SECESSIONISTA / UNA PASSERELLA SECESSIONISTA CON UNA MODELLA SECESSIONISTA / SOGNO DI QUALUNQUE SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO

‘Conquisteremo la Rai lottizzata per sistemare i nostri direttori di testata.’

Io voglio diventare un verdano avvinazzato, sputare parlando un italiano stentato. Io, servitore di uno stato dove chi non è come me viene discriminato. Voglio sbandierare commosso un tricolore senza bianco, né rosso. Voglio lodare il deputato esaltato, che vuole l’immigrato umiliato e percosso . Voglio denigrare le prostitute, disinfettando i treni dove sono sedute. Questione di cute su cui non si discute sono puro come l’aria, tutta salute. Voglio giurare fedeltà al senatùr, voglio vendicare la mia Pearl Harbour. Roba da fare rivoltare nella tomba Gaetano Salvemini ed il conte di Cavour. Allora fate come me: Tutti in Verdania. Italiani: Tutti in Verdania. Ottomani: Tutti in Verdania. Venusiani: Tutti in Verdania. Andini e Atzechi: Tutti in Verdania. Kazachi ed Uzbechi: Tutti in Verdania. Arditi e Galati: Tutti in Verdania, dove si lavora si guadagna e si magna!

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?

'Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d'or / Espelli il negròn, inforca il terròn / inforca il terròn / inforca il terròn / inforca il

Caparezza dall'album Habemus Capa

 

 

Niente di più vero

Molto è dato a pochi, e poco è dato a molti. L'ingiustizia si è divisa il mondo e niente è distribuito equamente tranne il dolore.

Pregiudicati in Parlamento

Pregiudicati in Parlamento

-Alfredo Biondi (senatore FI):
2 mesi patteggiati per evasione fiscale a Genova.
La sentenza di condanna a suo tempo resa dal tribunale di Genova nei confronti di Alfredo Biondi è stata revocata in data
28 settembre 2001 per intervenuta abrograzione del reato.
biondi_a@posta.senato.it
-Giampiero Cantoni (senatore FI):
Come ex presidente della Bnl in quota Psi, inquisito e arrestato per corruzione, bancarotta
fraudolenta e altri reati, ha patteggiato pene per circa 2 anni e risarcito 800 milioni.
cantoni_g@posta.senato.it
-Marcello De Angelis (direttore della rivista Area di Alemanno e senatore di Alleanza Nazionale):
A lungo latitante e poi condannato definitivamente per associazione sovversiva.Militò in "Terza Posizione",associazione di estrema destra in cui militò anche Roberto Fiore,condannato per analoghi reati e poi latitante.
deangelis_m@posta.senato.it
-Marcello Dell’Utri (senatore FI e membro del Consiglio d’Europa):
condannato definitivamente a 2 anni per frode fiscale e false fatturazioni a Torino (false fatture
Publitalia); ha patteggiato 6 mesi a Milano per altre vicende di false fatture Publitalia.
dellutri_m@posta.senato.it
m.dellutri@senato.it
sito internet:
www.marcellodellutri.it
-Lino Jannuzzi (senatore FI):
condannato definitivamente a 2 anni e 4 mesi per diffamazioni varie, è stato graziato dal capo dello Stato proprio mentre stava per finire in carcere.
iannuzzi_r@posta.senato.it
-Egidio Sterpa (senatore FI):
condannato a 6 mesi definitivi per tangente Enimont.
sterpa_e@posta.senato.it
-Antonio Tomassini (senatore FI):
Medico chirurgo, condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni per falso.
tomassini_a@posta.senato.it
-Massimo Maria Berruti (deputato FI):
8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo tangenti Guardia di Finanza.
berruti_m@camera.it
-Silvio Berlusconi (deputato FI):
Condanna definitiva per falsa testimonianza sulla sua iscrizione alla Loggia massonica P2. Amnistiato nel 1990. Condannato a 2 anni e 4 mesi per i finanziamenti illeciti All Iberian 1 a Craxi (il cui figlio sta oggi con Prodi dipingendo impunemente il padre come un eroe nazionale...). In libertà per prescrizione del reato in terzo grado. Condannato per la compravendita in nero del calciatore Lentini. Reato commesso ma prescritto in terzo grado. Condannato per corruzione del Giudice Vittorio Metta che doveva decidere sul caso Mondadori. Nel 2001 è ancora libero per prescrizione in secondo grado. Condannato per corruzione del Giudice Squillante in quanto responsabile della mazzetta pagata da Cesare Previti (attuale candidato per Forza Italia,deputato e uomo di fiducia di Berlusconi) nel 91 al capo dei Gip romani. Il reato è prescritto in primo grado. Accusato di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata l'assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in bilancio,ma per il secondo si applica solo l'amnistia con sentenza definitiva.
BERLUSCONI_S@camera.it
-Umberto Bossi (eurodeputato e deputato Lega Nord):
8 mesi definitivi per tangente Enimont. Ha optato per l'europarlamento, quindi come deputato non è in carica.
bossi_u@camera.it
-Enzo Carra (deputato Margherita):
1 anno e 4 mesi definitivi per false dichiarazioni al pm su tangente Enimont.
carra_e@camera.it
-Gianni De Michelis (eurodeputato Socialisti Uniti per l'Europa, deputato dei Socialisti di De Michelis+Democrazia Cristiana di Rotondi):
1 anno e 6 mesi patteggiati a Milano per corruzione per le tangenti autostradali del Veneto; 6 mesi patteggiati per finanziamento illecito Enimont. Ha optato per l'europarlamento quindi non è in carica come deputato.
demichelis_g@camera.it
-Giorgio La Malfa (deputato Pri):
condanna definitiva a 6 mesi e 20 giorni per finanziamento illecito Enimont.
lamalfa_g@camera.it
-Roberto Maroni (deputato Lega Nord):
condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.
maroni_r@camera.it
-Vincenzo Visco (deputato Ds):
Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni
ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda. Piú l'ordine di riduzione in pristino dei luoghi”. Cioè la demolizione delle opere abusive.
visco_v@camera.it
-Alfredo Vito (deputato FI):
2 anni patteggiati e 5 miliardi restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli.
vito_a@camera.it

E fin qui le schede segnaletiche sono finite. Chiaramente se avete delle correzioni fatele pure. I dati sono presi dai siti di Camera (
http://www.camera.it/index.asp?content=http%3A%2F%2Fwww%2Ecamera%2Eit%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp ) e Senato ( http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/Sena.html ).Lì trovate anche le foto segnaletiche e i curriculum (stranamente senza le condanne a carico...bah!). Avrete sicuramente notato il fatto che ho allegato ad ogni nome le eventuali e-mail. Questo per invitarvi a partecipare ad una mia iniziativa: inviare un'e-mail a questa bella gente per esprimere loro tutte le nostre felicitazioni in seguito alla loro elezione. Il testo che io invierò quanto prima ad ognuno di loro è il seguente:

OGGETTO: Complimenti!

Egregio Senatore/Deputato (Nome del pregiudicato),
sono un elettore e vorrei inviarlLe, dopo essermi complimentato per la ricchezza della Sua fedina penale, tanti vivissimi auguri affinchè venga presto approvata una legge che estrometta i pregiudicati dal Parlamento e Lei possa così finire al più presto in carcere (fortunatamente,ora che si tratterrà molto più a lungo del solito a Roma, avrà, insieme a tanti altri privilegi derivanti dalla Sua condizione di parlamentare, a disposizione le celle di Regina Caeli e Rebibbia, molto più capienti e comode rispetto a quella del Suo luogo natio, se non è nato nella Capitale). Nel rinnovarLe i più sinceri complimenti, Le invio un sentito sputo in faccia.

In fede
Nome e Cognome


Naturalmente potrete inviare altre mail ai soggetti interessati, ma io consiglierei di mantenerci tutti fedeli a questo testo, in modo che chi riceve capisca l'antifona. Facciamo vedere che sono loro i veri "impresentabili", e che non abbiamo paura di loro. Grazie in anticipo per le adesioni.